Articoli sulla salsa e sui viaggi nel mondo latino
 
 
Brasile

   
 


Cari compagni di viaggio,
gli spunti che mi ha dato questo viaggio in Brasile sono innumerevoli. Quanti pensieri hanno affollato la mia mente davanti a degli scenari incredibili della natura che ti portano appunto a riflettere sul senso della vita e sul valore reale di ciò che ti circonda.
Racchiudere tutto ciò in poche righe è impossibile ma è bello constatare come un viaggio possa alle volte avere degli effetti così profondi.
E' stato per me importante dopo anni trascorsi nel mare dei Caraibi, tornare in Brasile. Amo questa nazione  e solo chi la ama come me  può capire il perché di un  amore viscerale verso una terra che non è affatto un paradiso, ma che anzi in questa  sua promiscuità tra paradiso ed inferno evoca  un incanto del tutto particolare.
Ma non starò a decantare né le bellezze, né il fascino di questa terra.  A volte una nazione è come una donna, può provocare in te una attrazione o un amore che è difficile  poi spiegare a chi non si sente attratto da quella persona. Alle volte è solo un fatto di vibrazioni, di odori, o forse la sensazione di aver già vissuto in quel posto, magari in un'altra vita. Adoro l'Italia ma se dovessi scegliere di andare a vivere in un altro posto andrei a vivere in Brasile e precisamente a Rio de Janeiro. E chissà che un giorno lontano  tutto questo non succederà...

Quello che mi piace molto del Brasile è il rapporto che i brasiliani hanno con la loro musica, le loro radici, le loro tradizioni. E' bello vedere come in ogni locale, anche in ogni baracca sulla spiaggia ci sia sempre musica dal vivo e per me che adoro quel tipo di musica è sempre una fonte di gioia poter ascoltare determinate canzoni che hanno il potere di evocare sempre dei ricordi o delle emozioni particolari.
Sono riuscito a ballare tantissimo ed ovunque. Oltre al samba (che si divide in samba do pé, samba gafiera e samba pagode), ho scoperto altri balli come l'axé, lo zouk (una specie di lambada lenta ad alto contenuto erotico), il frevo ed il forrò che è soprattutto nel nord-est il ballo più popolare.

La prima tappa del mio viaggio è stata Salvador de Bahia, la città più africana del Brasile, quella che ha un più forte legame con la musica ed il ballo. Da lì ho risalito tutta la costa del nord est fino ad arrivare a Fortaleza e ancora più su a Jericoacoara.
Ogni posto meriterebbe una descrizione a parte  ma mi limito a segnalarvi il Festival del Forrò che si tiene nel mese di luglio sul bellissimo lungomare di Aracajù.
Per i brasiliani il forrò è quello che la salsa ha rappresentato per i latini negli anni '70, con la differenza che da loro il forrò continua ad essere popolarissimo. Persino nelle discoteche  di tendenza c'è sempre una orchestra dal vivo che ti suona forrò, anche se un forrò molto moderno.
Così come succede nella salsa, anche nel forrò c'è in atto una forte polemica tra gli amanti della tradizione e quelli che invece amano un forrò d'avanguardia, che al posto della fisarmonica o del tradizionale triangolo, si avvale delle tastiere computerizzate o dell'energia dei tamburi di origine africana.
Per quanto riguarda il ballo ci sono, come nella salsa, varie tendenze e furiose discussioni sulla sua ortodossia.
Esistono almeno cinque tipi di forrò e tre tendenze piuttosto tipiche
Il forrò tradizionale (quello preferito dai vecchietti) si balla molto appiccicati, un po' come succede nel merengue, con la differenza che si marcano quattro passi. Ricorda vagamente anche la plena di Puerto Rico.
C'è poi il forrò universitario (quello preferito dalla gioventù) che utilizza molte figure con scambi di posto un po' come si faceva da noi un tempo con la salsa venezuelana. Diventa una specie di casino cubano in quattro tempi, senza il dile que no, il pa ti pa mi e i giri camminati.
C'è poi il forrò stilizzato (bellissimo da vedere) che eccelle nella prolusione di figure, alcune anche acrobatiche e ricorda molto da vicino la lambada. La lambada ha oggi perso la sua popolarità ma di fatto si può considerare una variante del forrò.
Sulla pista da ballo le tre tendenze però convivono tranquillamente tra loro e, come succede nella salsa, ognuno si esprime nella maniera che ritiene più consona al suo sentire o al suo modo di essere.
E' estremamente interessante scoprire come il forrò sia una musica amata sia dai giovani che dai meno giovani.  Il brasiliano può essere interessato anche alla musica che viene dall'estero ma non tradirà mai la sua musica. Il forrò si è così trasformato un po' in una bandiera, in un simbolo e per fortuna non sta subendo lo stesso destino della salsa che, al contrario, nei paesi del Caribe sembra ormai fortemente in declino nei gusti delle nuove generazioni.
La cosa che più mi ha commosso è vedere autobus pieni di vecchietti provenienti dai paesi dell'interno. Vecchietti ansiosi di ballare al suono delle migliori orchestre locali. Un gruppo di vecchietti indossava una maglietta dove sopra c'era scritto:
"Nao tem edade pra viver" che vuol dire praticamente "Non c'è età per vivere!"
Che ne pensate: non è forse così!!!

Ho trovato anche con mia grande sorpresa dei locali di salsa. Sono riuscito a ballare salsa a Salvador de Bahia, a Recife, a Natal e a Rio de Janeiro.
E' stato come un bellissimo viaggio nel passato, ai favolosi anni del Charango, del Mambo, del Caruso (locali  romani che furoreggiavano almeno quindici anni fa) quando in quattro gatti, senza grandi pretese, ci ritrovavamo a coltivare questa nostra grande passione.
Ma proprio questo salto nel passato è stato salutare perché mi ha portato a sviluppare delle ulteriori riflessioni sul come eravamo e sul come siamo diventati.
Riflessioni delle quali mi piacerebbe potervi fare partecipe strada facendo...
un abbraccio e ben ritrovati
Enzo

 

 

Enzo Conte

   
 

 

   
 

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